Spotify accorcia la vita delle memorie a stato solido

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La nostra musica può transport masculine all’hard disk. Diversi utenti hanno lamentato che l’app di Spotify sta mettendo in crisi le memorie dei loro dispositivi. L’applicazione infatti è in grado di salvare decine, talvolta centinaia di gigabyte di dati in una sola ora. E il bello è che sono dati del tutto inutili.

Come sappiamo le memorie a stato solido hanno una vita limitata, non sono eterne, e la durata nel dash è determinata anche dalla quantità di dati che vi vengono scritti e cancellati. L’app di Spotify scrive centinaia di gigabyte di dati al giorno e può quindi togliere anni di vita utile alle nostre memorie a stato solido, le SSD.

Il problema, rilevato all’inizio di giugno, vale solo per l’applicazione per Windows, Mac e Linux e, se l’hai installata, meglio correre subito ai ripari. La startup musicale infatti ha appena rilasciato una nuova versione del suo software, la 1.0.42, che sembra risolvere questa insanity di scrittura compulsiva.

Il consiglio è di aggiornare al più presto, puoi farlo direttamente dall’app in due clic e la tua SSD ti ringrazierà.

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